Città hai sventrato la verità

Poem from Marta Tirabassi

Non capisco ancora, non capisco più, se devo ringraziarti o maledirti. Con quelle poesie che fai dire agli sfollati. Una mandria di esploratori che ti piace osservare, che ti piace spronare.


Le tue ali di cemento sono pesanti, mi buttano a terra, guardo su, e volo sapendo di poterlo fare, fremo immobile nella miccia d’un altro sguardo, di parole mancate, di un’intesa acchiappata veloce, come le mie cellule vicine e lontanissime. Mi emozioni e mi sputi in faccia, delicata anima tradita, sono intrisa nelle tue dita.

Ciao! abbraccio il tuo cemento armato e Sono arida, ti maledico mentre ti percorro per tornare a casa, sempre nel tuo calmo, sempre nel tuo tremendo sguardo calmo. Trappola manesca di immagini a cui non appartengo, di parole scivolate dal sangue delle gengive. Crudo strappo aspro e vile, torno da te come al canile. Randagia spinta al di là. Quando l’amore è perdita d’identità.

Grazie, perché per un attimo non lo sentivo più, pensavo d’esser sola, invece eccoti, ti vedo severa, e mi sento forte, perché la lotta continua. E non ci perderemo di vista, l’ho visto quello sguardo d’intesa.
Quindi col panorama che m’hai regalato,
ti bacio buonanotte
e fisso la luna lenta che mi hai dedicato.

Tu sorda, noi ciechi, continuiamo ad amarci curiosi e marci
Ho paura di dirti ti voglio bene proprio come quando lo si vuole veramente
Vergine stanca. Sono stanca. Solo stanca.
Perdere il bus mi ha dato il tempo per guardare.